10 Mag

Condomini : via all’autoscambio energetico

La nuova direttiva europea 2018/2001 apre nuovi scenari per l’autoscambio energetico, tra i primi a poter trarre beneficio dalle nuove norme saranno i condomini.

Autoscambio energetico nei condomini: sostenibilità e ritorno economico

Negli ultimi anni, ci si è mossi nella direzione di sistemi ed impianti che potessero garantire un’impronta energetica più misurata e un ritorno in termini di risparmio per coloro che investivano nelle eco-ristrutturazioni.

Ora, grazie alla nuova Direttiva europea 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia delle fonti rinnovabili, anche i condomini si muovono verso la sostenibilità, anche nel nostro paese, secondo molti addetti ai lavori, aiuterà a rendere possibile anche per i nostri condomini l’idea di autoscambio energetico, finora irrealizzabile.

Che novità porta la direttiva europea 2018/2001?

La nuova direttiva ammetterà la possibilità della distribuzione di energia secondo un modello one to many, al contrario di quanto consentito, invece, dalla normativa attuale, che prevede solamente un rapporto one to one: un unico impianto che produce energia e un unico consumatore finale che, nel caso, introduca in rete l’eccesso prodotto.

Grazie alla nuova direttiva, sarebbe possibile per un condominio fornire l’energia, prodotta da un impianto fotovoltaico sul tetto, a più appartamenti.

Un’importante evoluzione della produzione energetica, che dovrà essere revisionata dagli organi competenti della commissione Industria del Senato. Infatti alcuni punti della direttiva sono poco chiari, in particolare vi è la
necessità di definire dagli oneri di sistema, normalmente pagati in bolletta e le garanzie rispetto alla gestione, alla sicurezza e al bilanciamento della rete.

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