Consumi, potenza richiesta e potenza installata

Secondo le statistiche di Terna, società che dal 2005 gestisce la rete di trasmissione nazionale, l’Italia, come sistema fisico nazionale comprendente le proprie centrali e le proprie stazioni di pompaggio, nel 2012 ha avuto consumi per circa 342 379 GWh di energia elettrica. Tale dato è il cosiddetto “consumo o fabbisogno nazionale lordo” e indica l’energia elettrica di cui ha bisogno il Paese per far funzionare qualsiasi impianto o mezzo che necessiti di energia elettrica. Tale dato è ricavato come somma dei valori indicati ai morsetti dei generatori elettrici di ogni singolo impianto di produzione più il saldo degli scambi con l’estero. Tale misura è effettuata prima di una eventuale detrazione di energia per alimentare le stazioni di pompaggio e non considerando gli autoconsumi delle centrali (ovvero l’energia che la centrale usa per il suo funzionamento)[4]. Il dato di consumo nazionale lordo contiene una percentuale pari al 12,6% di energia importata dall’estero (ovvero, al netto delle esigue esportazioni, circa 43 103 GWh annui nel 2012), che incide per il 13,1% sul valore dell’energia elettrica richiesta[4].

 

Riepilogo storico della produzione di energia in Italia dal 1950. Elaborazione da dati pubblicati da Terna

 

Componenti mensili dell’energia elettrica italiana dal 2011. Elaborazione da dati pubblicati da Terna

Se si escludono tali “consumi imposti” (servizi ausiliari, perdite nei trasformatori di centrale e l’energia elettrica per immagazzinare energia durante la notte attraverso le stazioni di pompaggio idriche), si ha un “consumo nazionale netto” o “richiesta nazionale di energia elettrica”, che nel 2012 è stato di 328 219 GWh, in diminuzione dell’1,92% rispetto all’anno precedente, inquadrato in un incremento medio degli ultimi venti anni pari all’1,50% (è da notare tuttavia che tale media comprende anche il pesante calo del 2009 del 5,66%, dovuto principalmente alla riduzione dei consumi industriali a causa della grande recessione). Tale valore comprende anche le perdite di rete, calcolate intorno ai 21 000 GWh (6%) circa. La parte rimanente (307 219 GWh) rappresenta il consumo di energia degli utenti finali[4].

Per quanto riguarda invece la potenza richiesta, l’Italia ha bisogno mediamente di circa 39,1 GW di potenza elettrica lorda istantanea (37,5 GW di potenza elettrica netta istantanea). Tali valori oscillano tra la notte e il giorno mediamente da 22 a 52 GW, con punte minime e massime rispettivamente di 20,9 e 54,1 GW[5]. Tali valori, tuttavia risentono della riduzione della richiesta di energia riscontrata negli anni 2008-2009 a causa della già citata crisi economica internazionale e ancora non completamente recuperata; il picco della potenza richiesta avutosi nel 2007 con la punta massima di 56,82 GW[6] è rimasto invariato fino all’8 luglio 2015 quando si verificò una punta massima di 56,883 GW[7]. Successivamente, a causa della torrida estate, il record viene superato il 16 luglio 2015 con una punta di 57,608 GW[8] e il 21 luglio 2015 si ha un nuovo massimo con una punta di 59,126 GW[9].

Il fabbisogno nazionale lordo di energia elettrica è stato coperto nel 2012 per il 63,5% attraverso centrali termoelettriche che bruciano principalmente combustibili fossili in gran parte importati dall’estero (di tale percentuale, una piccola parte – inferiore al 5% – fa riferimento a biomassarifiuti industriali o civili e combustibile nazionale). Un altro 23,9% viene ottenuto da fonti rinnovabili (idroelettricageotermicaeolica e fotovoltaica) per un totale di energia elettrica di produzione nazionale lorda di circa 299 276 GWh annui (2012). La rimanente parte per coprire il fabbisogno nazionale lordo (342 379 GWh) è importata dall’estero nella percentuale già citata del 12,6%[10].

Per quanto riguarda la potenza installata (ovvero la potenza massima erogabile dalle centrali), l’Italia è tecnicamente autosufficiente; le centrali esistenti a tutto il 2012 sono infatti in grado di erogare una potenza massima netta di circa 124 GW[11] contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW (picco dell’estate 2007[6]) nei periodi più caldi estivi. Secondo i dati del 2010 (in cui la potenza massima netta era pari a 106 GW) la potenza media disponibile alla punta stimata è stata di 69,3 GW[12]. La differenza tra la potenza teorica massima e la stima della potenza media disponibile è in parte dovuta a diversi fattori tecnici e/o stagionali (tra questi vi sono guasti, periodi di manutenzione o ripotenziamenti, così come fattori idrogeologici per l’idroelettrico o stime riguardanti l’aleatorietà della fonte per l’eolico e il fotovoltaico, ma anche il ritardo nell’aggiornamento delle statistiche sulle centrali)[13], mentre in parte è dovuta anche al fatto che alcune centrali (soprattutto termoelettriche) vengono tenute ferme “a lungo termine” in quanto, come detto, non necessarie al soddisfacimento della richiesta. In particolare, secondo la definizione di Terna, la potenza media disponibile alla punta è la potenza che è stata erogata in media dagli impianti di generazione per far fronte alle punte giornaliere del periodo invernale[12].

Nonostante le suddette situazioni contingenti e/o stagionali, vi è comunque una sovrabbondanza di impianti di produzione, cresciuti del 28,8% fra il 2002 ed il 2008[13] e raddoppiati negli ultimi venti anni[11]Terna prevede inoltre che il carico massimo in caso di “estate torrida” sarà compreso tra 57 e 59 GW nel 2019 e tra 63 e 68 GW nel 2023 [14].