08 Set

Dal politecnico di Milano, la valvola che recupera energia dagli acquedotti

Valvole di nuova generazione che, mentre regolano il flusso, recuperano energia rendendola disponibile ad un reimpiego diretto o all’immissione in rete

Dal Politecnico di Milano delle valvole speciali che  mentre regolano il flusso, recuperano energia rendendola disponibile per un reimpiego diretto o all’immissione in rete.

L’energia recuperabile da tali flussi dei fluidi che scorrono in un impianto di distribuzione di un acquedotto, si aggira sui 60-100 MWh/anno, ovvero il consumo di ben 30 famiglie!

 

Primo prototipo della valvola prodotto e testato nel laboratorio di Idraulica del Politecnico di Milano
Primo prototipo della valvola prodotto e testato nel laboratorio di Idraulica del Politecnico di Milano

Le valvole sviluppata dal Polimi avranno applicazioni dirette per i nuovi  impianti di distribuzione degli acquedotti ma potranno essere inseriti in impianti esistenti senza modificarne funzionamento e struttura delle linee idrauliche.

 Prima girante della valvola brevettata, il suo compito e` migliorare le caratteristiche di regolazione della valvola a sfera in cui e` inserita e di permettere il recupero di energia

Le valvole sono del tipo a sfera, a globo e a fuso, ovvero le più diffuse sul mercato.

La soluzione non richiede tecnologie particolarmente innovative per la sua realizzazione. Gli elementi che costituiscono la valvola sono, come in ogni valvola tradizionale: un otturatore, un corpo valvola, un deviatore.

A questi elementi sono stati aggiunti: una girante, un albero e dei supporti necessari a mantenere in asse la girante.

La girante, costituita da un insieme di pale di forma diversa a seconda dell’applicazione, è direttamente collegata all’albero che trasmette all’esterno l’energia meccanica estratta dal flusso. L’albero di trasmissione è poi connesso a un generatore elettrico. Non ci sono limitazioni all’utilizzo con liquidi diversi dall’acqua.

Le valvole sono del tipo a sfera, a globo e a fuso, ovvero le più diffuse sul mercato.
Infine Politecnico di Milano sta sperimentando una versione off-grid, da utilizzare in zone dove non è disponibile una connessione alla rete elettrica, senza perdere la funzione di regolazione.